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Tarassaco (Taraxacum officinale) |
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Scritto da Administrator
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lunedì 21 gennaio 2008 |
Clicca sulle immagini per ingrandirle | Famiglia: | Composite | | Altri nomi del tarassaco | Dente di leone | | Descrizione: | Il Tarassaco è una pianta erbacea perenne con un rizoma verticale cilindrico. In basso c’è una radice a fittone. I fusti, semplici, senza foglie, sono alti fino a 40 cm. Le foglie sono riunite in una rosetta basale, possono essere erette o sdraiate al terreno. La loro forma è lanceolata oppure obovale e certe volte irregolarmente incisa, l’apice è spesso triangolare. I fiori sono gialli e riuniti in capolini portati singolarmente all’apice dei fusti. I fusti sono disposti a formare un ombrello e sono dotati di un ciuffo (pappo) che favorisce la disseminazione anemofila. | | Dove si trova: | Comunissimo dal mare a oltre i 1500 m di altitudine, spesso con carattere infestante, in prati e incolti, lungo le strade, anche tra le fessure dei marciapiedi. | | Parti utilizzate: | Il rizoma, le foglie. | | Tempo di raccolta e conservazione: | Raccolta: Il rizoma si raccoglie in settembre – ottobre o in febbraio, prima che la pianta fiorisca. Le foglie si raccolgono preferibilmente prima della fioritura, per le radici i periodi migliori per la raccolta sono la primavera o l'autunno avanzato. Gli steli vanno raccolti durante la fioritura. Conservazione: Il rizoma si lava per liberarlo dalla terra e bisogna tagliare le radici laterali. Si essicca poi al sole o sulla stufa, a temperature moderate, e si conserva in vasi di vetro. Le radici per venir essiccate più velocemente vanno divise nel senso della lunghezza. | | Notizie e curiosità: | | | | Principi attivi: | | | | Proprietà: | Il Tarassaco è una delle erbe più note e diffuse della cultura popolare. Moderne ricerche hanno confermato che il Tarassaco ha effettivamente proprietà coleretiche e colagoghe , utili in caso di itterizia, calcoli biliari e in genere di insufficienza epatica. Ha proprietà amaro-toniche e digestive utili per l’inappetenza ( scarso appetito) e le dispepsie ( disturbi della digestione). Il Tarassaco è ritenuto infine blando lassativo (favorisce l’evacuazione delle feci) e un lenitivo delle infiammazioni emorroidali. La sua funzione disintossicante si riflette sulle pelli impure e malsane rendendole fresche e luminose. L’infuso dei fiori ha applicazioni cosmetiche e come lozione per schiarire le efelidi. | | Preparazione e uso: | Uso interno Per depurare l’organismo, stimolare la funzione del fegato, dei reni e dell’intestino.
Decotto 3 g del rizoma in 100 ml di acqua. Fino a tre – quattro tazze al giorno, a sorsi lontano dai pasti
Decotto Mettete una manciata di radici di tarassaco tritate in 1 litro d'acqua e fate bollire per mezz'ora, quindi filtrate. Addolcite con zucchero o miele a piacere.
Decotto di tarassaco Mescolate 30 g di tarassaco (pianta) e 30 g di gramigna (rizoma). Dosate 1 cucchiaio di composto e ponetelo a bollire per 7-8 minuti in 2,5 dl d’acqua bollente. Lasciate riposare per 10 minuti e filtrate spremendo bene le droghe. Come cura contro i calcoli alla bile consumatene 2 tazze al giorno, mattino e sera, lontano dai pasti per 15 giorni, quindi sospendete per 10 giorni e poi riprendete la cura.
Tisana di tarassaco Ingredienti: tarassaco, 30 grammi; bardana, 30 grammi; anice verde, 20 grammi; menta, 20 grammi; liquirizia, 20 grammi. Preparazione: mettete tre cucchiai della miscela di erbe in un litro d'acqua. Portate a bollore e spegnete. Lasciate riposare la tisana coperta per 20 minuti. Filtrate e bevetene quattro-cinque tazze durante il giorno. Fate la cura con questa tisana depurativa per almeno 15-20 giorni. | | Il tarassaco in cucina | Le foglie più tenere del tarassaco possono essere mangiate in insalata da sole o assieme ad altre, alle quali conferisce un leggero gusto amaricante. Cotte (possono anche essere conservate in congelatore) si mangiano condite con olio e aceto o stufate in padella con lio e aglio. Si usano moltissimo nelle minestre come ingrediente principale e nelle frittate. I boccioli dei fiori non dischiusi e i bottoni che portano i nappi possono essere conservati in salamoia o sotto aceto per usarli a mò di capperi. Parte molto buona e poco conosciuta è la radice che, lessata e condita con olio di oliva, offre un piatto delizioso. | | Ricette: | | AVVERTENZA | | Si sono riscontrate intossicazioni in bambini che hanno succhiato la tinta lattiginosa dai fusti fiorali | 1) Tutte le notizie riportate in questa sezione hanno solo uno scopo informativo. In nessun caso si vuole indurre ad auto-diagnosi o auto-terapia, questo può essere molto pericoloso. Solo un medico può effettuare diagnosi o terapia, per problemi di ordine sanitario rivolgersi al consiglio di un medico. 2) Ricordiamo che la raccolta di gran parte delle piante di questo sito è soggetta alle norme regionali per la protezione della flora spontanea. |
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Ultimo aggiornamento ( mercoledì 05 marzo 2008 )
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