Tarassaco (Taraxacum officinale) PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Giovedì 16 Giugno 2011 15:05
Tarassaco Tarassaco
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Famiglia:
Composite
Altri nomi del tarassaco
Dente di leone
Descrizione:
Il Tarassaco è una pianta erbacea perenne con un rizoma verticale cilindrico.
In basso c’è una radice a fittone. I fusti, semplici, senza foglie, sono alti fino a 40 cm.
Le foglie sono riunite in una rosetta basale, possono essere erette o sdraiate al terreno.
La loro forma è lanceolata oppure obovale e certe volte irregolarmente incisa, l’apice è spesso triangolare.
I fiori sono gialli e riuniti in capolini portati singolarmente all’apice dei fusti.
I fusti sono disposti a formare un ombrello e sono dotati di un ciuffo (pappo) che favorisce la disseminazione anemofila.
Dove si trova:
Comunissimo dal mare a oltre i 1500 m di altitudine, spesso con carattere infestante, in prati e incolti, lungo le strade, anche tra le fessure dei marciapiedi.
Parti utilizzate:
Il rizoma, le foglie.
Tempo di raccolta e conservazione:
Raccolta: Il rizoma si raccoglie in settembre – ottobre o in febbraio, prima che la pianta fiorisca. Le foglie si raccolgono preferibilmente prima della fioritura, per le radici i periodi migliori per la raccolta sono la primavera o l'autunno avanzato. Gli steli vanno raccolti durante la fioritura.
Conservazione: Il rizoma si lava per liberarlo dalla terra e bisogna tagliare le radici laterali. Si essicca poi al sole o sulla stufa, a temperature moderate, e si conserva in vasi di vetro. Le radici per venir essiccate più velocemente vanno divise nel senso della lunghezza.
Notizie e curiosità: 
 
Principi attivi:
 
Proprietà:
Il Tarassaco è una delle erbe più note e diffuse della cultura popolare.
Moderne ricerche hanno confermato che il Tarassaco ha effettivamente proprietà coleretiche e colagoghe , utili in caso di itterizia, calcoli biliari e in genere di insufficienza epatica. Ha proprietà amaro-toniche e digestive utili per l’inappetenza ( scarso appetito) e le dispepsie ( disturbi della digestione). Il Tarassaco è ritenuto infine blando lassativo (favorisce l’evacuazione delle feci) e un lenitivo delle infiammazioni emorroidali.
La sua funzione disintossicante si riflette sulle pelli impure e malsane rendendole fresche e luminose.
L’infuso dei fiori ha applicazioni cosmetiche e come lozione per schiarire le efelidi.
Preparazione e uso:
Uso interno
Per depurare l’organismo, stimolare la funzione del fegato, dei reni e dell’intestino.

Decotto
3 g del rizoma in 100 ml di acqua.
Fino a tre – quattro tazze al giorno, a sorsi lontano dai pasti

Decotto
Mettete una manciata di radici di tarassaco tritate in 1 litro d'acqua e fate bollire per mezz'ora, quindi filtrate.
Addolcite con zucchero o miele a piacere.

Decotto di tarassaco
Mescolate 30 g di tarassaco (pianta) e 30 g di gramigna (rizoma). Dosate 1 cucchiaio di composto e ponetelo a bollire per 7-8 minuti in 2,5 dl d’acqua bollente. Lasciate riposare per 10 minuti e filtrate spremendo bene le droghe.
Come cura contro i calcoli alla bile consumatene 2 tazze al giorno, mattino e sera, lontano dai pasti per 15 giorni, quindi sospendete per 10 giorni e poi riprendete la cura.

Tisana di tarassaco
Ingredienti: tarassaco, 30 grammi; bardana, 30 grammi; anice verde, 20 grammi; menta, 20 grammi; liquirizia, 20 grammi.
Preparazione: mettete tre cucchiai della miscela di erbe in un litro d'acqua.
Portate a bollore e spegnete. Lasciate riposare la tisana coperta per 20 minuti.
Filtrate e bevetene quattro-cinque tazze durante il giorno.
Fate la cura con questa tisana depurativa per almeno 15-20 giorni.
Il tarassaco in cucina
Le foglie più tenere del tarassaco possono essere mangiate in insalata da sole o assieme ad altre, alle quali conferisce un leggero gusto amaricante. Cotte (possono anche essere conservate in congelatore) si mangiano condite con olio e aceto o stufate in padella con lio e aglio. Si usano moltissimo nelle minestre come ingrediente principale e nelle frittate. I boccioli dei fiori non dischiusi e i bottoni che portano i nappi possono essere conservati in salamoia o sotto aceto per usarli a mò di capperi. Parte molto buona e poco conosciuta è la radice che, lessata e condita con olio di oliva, offre un piatto delizioso.
Ricette:

AVVERTENZA
Si sono riscontrate intossicazioni in bambini che hanno succhiato la tinta lattiginosa dai fusti fiorali

Attenzione!

1) Tutte le notizie riportate in questa sezione hanno solo uno scopo informativo. In nessun caso si vuole indurre ad auto-diagnosi o auto-terapia, questo può essere molto pericoloso. Solo un medico può effettuare diagnosi o terapia, per problemi di ordine sanitario rivolgersi al consiglio di un medico.
2) Ricordiamo che la raccolta di gran parte delle piante di questo sito è soggetta alle norme regionali per la protezione della flora spontanea.
Ultimo aggiornamento Lunedì 04 Luglio 2011 13:42